OpenOffice.org non mantiene capolettera

Pubblicato Giovedì 18 febbraio 2010 alle 18:09

Capolettera dal Codex Frisianus

Capolettera dal Codex Frisianus

Può succedere che si voglia utilizzare lo stile capolettera, ovvero fare in modo che la prima lettera del paragrafo sia “più grande” delle altre.

Tutti i programmi di videoscrittura lo consentono (prima che qualcuno lo chieda, no, Wordpad, Blocco Note e Gedit, Kate, Vim o simili non sono programmi di videoscrittura, almeno non nel senso che intendo io) , e OpenOffice non è da meno.

Io vorrei che il capolettera si distinguesse anche per l’uso di un font diverso, oltre che per le dimensioni: ebbene, tale caratteristica, peraltro presente nel programma in quanto tra le formattazioni di default è presente lo stile “carattere capolettera“, non viene preservata alla chiusura del file. Nel senso che ci può sì impostare il capolettera in modo tale da usa lo stile, ma alla riapertura del file salvato esso viene resettato allo stile di default, e bisogna tornare a cambiarlo uno per uno.

Ovviamente, è una soluzione che a me non andava. Voglio dire, è vero che Writer è un Word Processor e un software di publishing (per quello c’è l’ottimo nonchè estremamente complesso Scribus), ma se permetti vorrei poter utilizzare le funzioni disponibili “in maniera stabile” e non “temporaneamente”. Anche perchè l’alternativa sennò è esportare direttamente il file in Pdf, pena la perdita della formattazione.

La soluzione al nostro problema è facile ed immediata: basta creare uno stile di paragrafo apposta in cui specifichiamo come intendiamo far apparire il capolettera.

Per fare questo occorre agire in due passaggi:

  1. Definire uno stile carattere con cui definiamo l’aspetto del capolettera: per farlo, basta cliccare sul pulsante sito a sinistra del menù stile, nella barra della formattazione (quella dove scegliamo il carattere e la dimensione del font), andare sulla seconda scheda (scegliendo la seconda icona) e definendo lo stile.
  2. Definire uno stile paragrafo con cui impostare il capolettera formattato al paragrafo:  indichiamo al paragrafo di iniziare con un capolettera formattato con lo stile appena definito, e poi indichiamo a OpenOffice di “creare uno stile dalla selezione”.

Fatto questo sarà sufficiente applicare lo stile al paragrafo che intendiamo abbellire e, come per magia, la formattazione desiderata rimarrà immutata la prossima volta che riapriremo il documento.

Prendere appunti al computer

Pubblicato Mercoledì 21 ottobre 2009 alle 17:19

Una lezione frontale

Una lezione frontale

Io adoro prendere appunti al computer.

Trovo che sia molto comodo, perchè posso poi stamparli e avere gli appunti leggibili senza stare poi a domandarmi se quella era una u o una n (io scrivo bene, ma per me u e n si scrivono uguali, così a volte mi chiedo se ho scritto davvero un o semplicemente la m ha una gamba di troppo). Inoltre, se voglio ritrovare subito un termine, basta che faccia una ricerca. Inoltre, e qui è proprio il punto che mi preme maggiormente, all’università molto spesso il professore fa lezione proiettando lucidi (adesso si usa Powerpoint) sullo schermo, e durante la spiegazione fa riferimento ai grafici proiettati. Grafici che poi noi studenti troviamo on-line sotto forma di Pdf.

Ora, per prendere appunti al computer è spesso sufficiente un normalissimo Word Processor, come appunto Microsoft Word o il forse meno noto ma sicuramente altrettanto valido OpenOffice Writer. La scelta di Writer è secondo me migliore perchè il programma, oltre ad essere completamente gratuito, permette di salvare i files in moltissimi formati diversi, tra cui i pdf. Questa possibilità permette infatti di poter leggere i propri appunti su qualunque tipo di computer (chi non è in grado di leggere il formato pdf?), cosa oltremodo comoda qualora si volesse disporre dei propri appunti anche sul computer di un amico privo di OpenOffice.

Una parola usata frequentemente

Una parola usata frequentemente

Un’altra caratteristica che fa di Writer la scelta vincente nel prendere appunti al computer è il fatto che prevede l’autocompletamento delle parole. A mano a mano che scriviamo il nostro testo, Writer tiene traccia delle parole impiegate e, quando digitiamo le prime lettere di una parola già scritta in precedenza, ci suggerisce la parola completa: ovviamente prende in considerazione solo parole lunghe più  di dieci caratteri (per impostazione di default, che può essere cambiata a piacere). Per cui, se dovete scrivere più volte nel testo precipitevolissimevolmente, vi basterà digitare “pre” e Writer subitaneamente vi suggerirà la parola completa, che verrà accettata alla pressionde del tasto invio (anche questa è un’impostazione di default, le alternative sono lo spazio, la freccia destra e il tasto Home, che però sui netbook di solito non c’è).

lyx-startupAnche se Writer permette l’inserimento di formule matematiche, non è però la soluzione ideale quando ci si trova a doverne inserire parecchie , perchè il procedimento prevede un massiccio uso del mouse, con conseguente rallentamento della digitazione. Se dobbiamo prendere appunti di materie matematiche (Matematica, Statistica, Economia, Fisica…), forse l’ideale è utilizzare un editor per LaTeX. Io, personalmente, mi sono impattato con LaTeX attraverso LyX.
LyX è un editor WYSIWYM, cioè What You See Is What You Mean (per i non anglofoni: quello che vedi è quello che intendi): il testo che compare a monitor non riflette l’aspetto finale dell’elaborato, ma semplicemente rispecchia la struttura gerarchica di titolo, capitolo, sezione, sottosezione e paragrafo. Ovviamente, dal momento che LyX è comunque un editor, non vedremo direttamente il codice LaTeX, ma il testo avrà già una prima, grezza, formattazione.
Il vantaggio di utilizzare un editor e non direttamente il codice LaTeX sta nel fatto che è possibile, attraverso l’accorto uso di scorciatoie da tastiera, scrivere le fomule e tenere dietro alla spiegazione del professore senza doversi mettere a pensare quali tag fanno cosa.

LaTeX è disponibile sia per GNU/Linux che per Windows, anche se sotto Windows risulta molto complicato installare il motore e di conseguenza, a meno di non avere esigenze particolari (ma in quel caso probabilmente sareste già utilizzatori di GNU/Linux), è preferibile utilizzare l’editor di formule matematiche di Word; per OpenOffice.org esiste una funzione analoga, ma dato che richiede parecchia interazione tra la tastiera e il mouse (e niente scorciatoie da tastiera) e che solitamente i suoi utilizzatori si trovano già su sistemi GNU/Linux, tanto vale usare LaTeX.

Sia con Writer che con LyX (o direttamente LaTeX) ci si trova però di fronte a un problema: se il professore utilizza l’immagine di un grafico (sulle slide che fornisce, beninteso), chi prende appunti a mano si ricopia il grafico e lo inserisce negli appunti, ma noi che siamo al computer? La risposta è semplice: o usiamo Adobe Acrobat Reader, o Evince o Okular (sotto ambienti GNU/Linux).

Adobe Acrobat Reader è il lettore pdf creato da Adobe e rilasciato sotto licenza gratuita dalla casa nell’intento, direi perfettamente riuscito, di diffondere il formato proprietario .pdf. Sotto Windows, è sufficiente andare al sito ufficiale e scaricare l’installer; se invece siamo sotto GNU/Linux possiamo sempre andare al sito e scaricare il pacchetto, ma il procedimento è leggermente più macchinoso perchè il sito considera tutti i sistemi GNU come equivalenti e quindi propone il pacchetto .rpm, cosa che ovviamente a me con Ubuntu non andava bene. Basta semplicemente dirgli che si è sbagliato e scegliere il pacchetto .deb, con la sola accortezza di prestare attenzione al fatto che viene fornita solo la pacchettizzazione per architetture a 32x. La soluzione a questo, sotto Ubuntu, è abilitare i repo “Partner” e dare un bell “sudo apt-get install acrobat”: così installa anche per le 64x (il mio caso).
Acrobat Reader permette di selezionare un’area del documento e di copiarla come immagine negli appunti, così come la copia di tabelle e testi.

In realtà, sotto Linux, abbiamo già preinstallato un ottimo programma in grado i gestire i files .pdf: Evince se ci troviamo sotto Gnome, Okular se ci troviamo sotto KDE.

il logo di Evince

il logo di Evince

Evince è il visualizzatore di documenti di Gnome, non è quindi necessario installarlo. La limitazione di Evince consiste nel fatto che non è possibile estrapolare le immagini come avviene con Acrobat Reader, ma questo limite viene risolto grazie all’installazione in parallelo di Okular.

 

Okular, bello eh?

Okular, bello eh?

Okular, che è disponibile solo dalla versione Intrepid in quanto necessita delle librerie di KDE4, è il visualizzatore di documenti di KDE, appunto, ma è possibile usufruirne anche sotto Gnome: semplicemente, si porterà dietro come dipendenze le librerie di KDE e l’interfaccia non sarà quella di Gnome. Okular è strepitoso nel permettere all’utente di selezionare un’area del documento, estrapolandola contemporaneamente come immagine (copiabile negli appunti o salvabile direttamente come file) o come testo. La pecca è che il testo viene estrapolato avulso dal contesto, quindi se nel pdf era disposto su più  colonne ci si ritrova con le colonne tutte mischiate. Il mio consiglio è di usare Okular per le immagini e lasciare gestire la copia del testo a Evince, che se la cava egregiamente permettendo di esportare le tabelle mantenendo l’ordine delle celle.

L’utilizzo della soluzione Okular+Evince è consigliato agli utenti GNU/Linux, vuoi perchè i suddetti programmi sono nativi, e dunque ottimizzati, oltre che open-source, vuoi perchè Acrobat ha il bruttissimo vizio (che si può eliminare, ma richiede competenza superiori a quelle dell’utonto medio) di imporsi come plugin per Firefox, rallentando notevolmente il download di files pdf: prima, occorre infatti aprirli nel browser (che di solito a questo punto decide di impallarsi) e solo dopo li si può scaricare.

By the way, la motvazione dietro all’utilizzo di visualizzatori di files pdf è logicamente subordinata alla scelta, che dipende dai gusti personali, di “rifinire” gli appunti: è logico che che nel mezzo della spiegazione non è pensabile mettersi a “ritagliare” i pdf, mentre quando si rivedono gli appunti sì. Personalmente, l’ho fatto solo quando la presenza del grafico era strettamente necessaria alla comprensione degli appunti stessi.

…ma io ho un mac! Non posso vederlo!

Pubblicato Mercoledì 04 febbraio 2009 alle 10:00

…e io ho Ubuntu!

E allora? Non posso per questo vedere i files creati con Windows?

In linea di massima . In linea di massima, perchè è ovvio che se cerco di installare un programma cliccando su programma_craccato.exe, sia su un sistema Apple che su un sistema GNU/Linux non ottengo nessuno risultato (a meno che non usi un emulatore, ma questo è un altro discorso).

In ogni caso, la frase del titolo non si riferisce all’installazione di un programma, ma alla visualizzazione di una presentazione in Powerpoint o, in alternativa, alla lettura di un file Word!

Il discorso vale anche al contrario: se uso Windows, non posso veder i files creati con dei programmi per Mac o Linux? Nient’affatto! Ci vogliono i programmi apposta, ma si può fare. Vediamo come, con una panoramica delle principali suite da ufficio per le tre piattaforme.

Piccolo glossario

Ma prima, giusto per capire meglio di cosa stiamo parlando, elenchiamo rapidamente i principali tipi di formato.
Metto il nome del formato e le principali estensioni

  • MSOffice: .doc, .rtf, .xsl, .ppt, .pps
  • MSOffice 2007: .docx,  .xslx, .pptx, .ppsx
  • iWork: .pages, .key
  • OpenDocumentFormat: .odt, .ods, .odp, .odb

Logo WindowsLeggere e scrivere in Windows

Cominciamo con il Sistema Operativo di casa Redmond.

Ovviamente la prima suite è Microsoft Office, la suite venduta da Bill Gates e che spesso e volentieri è presente (in versione trial) preinstallata sul computer. Nella suite troviamo Word (Wordprocessor), Excel (Foglio di calcolo), Powerpoint (Presentazioni multimediali). Poi, a seconda delle licenze e delle versioni, ci si può trovare anche Access (Database) e Outlook). (Posta elettronica, ormai non lo si trova più).  È stato sviluppato un plugin (solo per le versioni Office 2007) che permette di visualizzare i documenti in formato ODF (il formato di OpenOffice.org, per capirci), scaricabile da qui.

La principale alternativa a Microsoft Office è Openoffice.org, peraltro gratuita, oggi giunta alla versione 3.0.0
Essa comprene Writer, Calc, Impress (che fanno la stessa cosa di Word, Excel, Powerpoint), Base (come Access, ma basato su un altro – migliore – database; inoltre lo si può interfacciare per lavorare con MySql), e in più Draw (Grafica vettoriale) e Math (per creare formule matematiche). OpenOffice.org è in grado di leggere, oltre ai formati ODF (quelli propri del programma), anche i formati Microsoft e persino i nuovi formati introdotti con Office 2007.

“Mamma” di Openoffice.org, di cui quest’ultimo condivide i programmi e il software di base, è StarOffice. StarOffice è prodotto dalla Sun Microsystem (la stessa casa che produce Java e MySql). Stessi programmi di OpenOffice, ha come unico difetto il fatto che non è Opensource ed è a pagamento: comprende infatti dei “plugin” aggiuntivi (ma nulla di essenziale in più) e ha un supporto commerciale al prodotto. Anche StarOffice ha piena compatibilità con i formati Microsoft.

Va citata anche Lotus Symphony, per amore di completezza, ma vale lo stesso discorso di StarOffice. È l’erede di LotusNotes, è sviluppato dall’IBM e si paga. Anzi, abbiamo pure meno programmi di OpenOffice e StarOffice: Documents (Videoscrittura), Presentations (Presentazioni multimediali) e Spreadsheets (Fogli di calcolo). Legge gli stessi formati di StarOffice.

Leggere e scrivere in Mac OSMa(c)niaco

Anche Mac Os ha la sua suite “privilegiata”, nel senso che è sviluppata dalla stessa casa che vende il sistema operativo. Si tratta di iWork, suite di programmi per ufficio rilasciata nel 2005. iWork comprende Pages (Word processor), Keynotes (simile a Powerpoint) e Numbers (Fogli di calcolo). iWork è perfettamente in grado di leggere i formati  Microsoft, compreso quello di Office 2007, ma ha la grave pecca di non leggere i formati ODF, oltre a salvare i propri files in un formato che nessun’altra suite riesce a leggere.

Ovviamente esiste anche la versione di Microsoft Office per Mac, che comprende Word, Excel, Powerpoint e (dal 2001 al posto di Outlook) Entourage. Stesse problematiche della versione per Windows, cioè non si possono leggere i formati di iWork nè quelli ODF, visto che il plugin apposito è stato pensato solo per le piattaforme Windows.

È scontato dire che OpenOffice.org esite anche per Mac Os: molto più interessante però è il fatto che ne esistono due porting, cioè due adattamenti, pensati apposta per Mac Os. Si tratta di NeoOffice e OpenOffice.org for Mac Os X. I due porting non differisco per nulla da OpenOffice.org, fatti salvi gli adattamenti al kernel della Apple e una migliore integrazione con l’ambiente grafico.

È poi comunque possibile usare StarOffice anche su Mac Os… ma perchè farlo?

Leggere e scrivere in UbuntuLogo Ubuntu

E adesso passiamo a Ubuntu. Dico Ubuntu perchè è la distro che uso io, ma vale uguale anche per altre distribuzioni.

Ubuntu ha un’offerta di suite per ufficio un po’ meno vasta di quella che presentano Windows e Mac OS, perchè non ci sono suite “propietarie”, in particolare non esiste Office per Linux. (Ma in effetti non avrebbe senso avere un programma propietario in un sistema operativo libero…)

Questo però non costituisce un grosso problema, perchè è compensato dalla presenza delle suite nei repo ufficiali, il che toglie il problema di dover mantenere aggiornati i programmi (ci pensa direttamente il Sistema Operativo!).

La suite principe, integrata perfettamente nel sistema, è, ovviamente, OpenOffice.org, con i suoi programmi Writer, Calc, Impress, Base, Draw e Math. Nei repository ufficiali è la versione 2.4.1, per installare la 3.0.1 occorre seguire questa guida (vale solo per Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex). Il motivo è che non vengono segnalati eventuali major releases, ovvero passaggi di versione, ma solo aggiornamenti minori. Comunque, sembra che al passaggio a Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope sarà implementato direttamente OpenOffice.org 3.0.1. OpenOffice.org ha, come nella versione per Windows, piena compatibilità per i formati MSOffice.

Altra suite per Ubuntu è Koffice, perfettamente integrata con il Desktop Environement KDE (ecco da dove viene la K!). Koffice comprende KWord (Word Processor), KSpread (Fogli di calcolo), KPresenter (Presentazioni multimediali), oltre a Kivio (Diagrammi a blocchi), Karbon14 (Disegno vettoriale), Krita (analogo a Paint), Kugar e Kchart (generatori di report e grafici), KFormula (Editor di formule matematiche), Kexi (Database, analogo a Access e a Filemaker), KPlato (Gestione di progetti). Attualmente è arrivato alla versione 1.6.3, ma si sta lavorando alla 2.0 che dovrebbe essere portabile anche su Windows e Mac Os. Anche Koffice ha un’ottima compatibilità con i formati MSOffice.
NB: Io non uso KDE, ma a quanto mi pare di capire non è incluso nei repository… quindi il vantaggio è solo che è integrato nel DE.

Esiste poi, per il Desktop Environement Gnome, anche GnomeOffice, che in effetti non è una vera e propria suite per ufficio: i programmi vanno installati separatamente. Comprende AbiWord (Word processor), Gnumeric (Fogli di calcolo) e GNOME-DB (Tool di connettività ai database). Nella documentazione ufficiale di Ubunto la suite comprende anche Dia (Editor di diagrammi), Inkscape (Grafica vettoriale), Gimp (il miglior concorrente di Photoshop) e Planner (Gestione progetti).

Tiriamo le somme

Allora, come abbiamo visto:
i formati MS-Office possono essere letti (e scritti) sia su un sistema operativo Windows, che Mac Os, che Gnu/Linux;
i formati di iWork vengono scritti solo dalla suite iWork;
i formati ODF vengono letti e scritti da tutte le suite citate (solo Office necessita di un plugin, le altre a livello nativo);
se vogliamo delle suite complete che producano files letti/scritti dalle altre dobbiamo scegliere tra Office, iWOrk e OpenOffice.org (e parenti); le altre suite mancano in genere del programma per le presentazioni multimediali, anche se si può sempre ovviare al problema scegliendo di affiancare alla suite scelta e sprovvista OpenOffice.org Impress.
Ma, chiaramente, se dobbiamo scegliere, a meno di non essere costretti a optare per Office, conviene di gran lunga OpenOffice.org o una sua derivata: abbiamo tutti i programmi, sono integrati tra loro e i files prodotti sono molto più “leggeri” a parità di contenuti rispetto a quelli Office.

Quindi, in conlusione, possiamo rispondere: Io ho un Mac (o Linux), e allora? Li vedo lo stesso!