Pubblicato Mercoledì 21 ottobre 2009 alle 17:19

Una lezione frontale
Io adoro prendere appunti al computer.
Trovo che sia molto comodo, perchè posso poi stamparli e avere gli appunti leggibili senza stare poi a domandarmi se quella era una u o una n (io scrivo bene, ma per me u e n si scrivono uguali, così a volte mi chiedo se ho scritto davvero un o semplicemente la m ha una gamba di troppo). Inoltre, se voglio ritrovare subito un termine, basta che faccia una ricerca. Inoltre, e qui è proprio il punto che mi preme maggiormente, all’università molto spesso il professore fa lezione proiettando lucidi (adesso si usa Powerpoint) sullo schermo, e durante la spiegazione fa riferimento ai grafici proiettati. Grafici che poi noi studenti troviamo on-line sotto forma di Pdf.
Ora, per prendere appunti al computer è spesso sufficiente un normalissimo Word Processor, come appunto Microsoft Word o il forse meno noto ma sicuramente altrettanto valido OpenOffice Writer. La scelta di Writer è secondo me migliore perchè il programma, oltre ad essere completamente gratuito, permette di salvare i files in moltissimi formati diversi, tra cui i pdf. Questa possibilità permette infatti di poter leggere i propri appunti su qualunque tipo di computer (chi non è in grado di leggere il formato pdf?), cosa oltremodo comoda qualora si volesse disporre dei propri appunti anche sul computer di un amico privo di OpenOffice.

Una parola usata frequentemente
Un’altra caratteristica che fa di Writer la scelta vincente nel prendere appunti al computer è il fatto che prevede l’autocompletamento delle parole. A mano a mano che scriviamo il nostro testo, Writer tiene traccia delle parole impiegate e, quando digitiamo le prime lettere di una parola già scritta in precedenza, ci suggerisce la parola completa: ovviamente prende in considerazione solo parole lunghe più di dieci caratteri (per impostazione di default, che può essere cambiata a piacere). Per cui, se dovete scrivere più volte nel testo precipitevolissimevolmente, vi basterà digitare “pre” e Writer subitaneamente vi suggerirà la parola completa, che verrà accettata alla pressionde del tasto invio (anche questa è un’impostazione di default, le alternative sono lo spazio, la freccia destra e il tasto Home, che però sui netbook di solito non c’è).
Anche se Writer permette l’inserimento di formule matematiche, non è però la soluzione ideale quando ci si trova a doverne inserire parecchie , perchè il procedimento prevede un massiccio uso del mouse, con conseguente rallentamento della digitazione. Se dobbiamo prendere appunti di materie matematiche (Matematica, Statistica, Economia, Fisica…), forse l’ideale è utilizzare un editor per LaTeX. Io, personalmente, mi sono impattato con LaTeX attraverso LyX.
LyX è un editor WYSIWYM, cioè What You See Is What You Mean (per i non anglofoni: quello che vedi è quello che intendi): il testo che compare a monitor non riflette l’aspetto finale dell’elaborato, ma semplicemente rispecchia la struttura gerarchica di titolo, capitolo, sezione, sottosezione e paragrafo. Ovviamente, dal momento che LyX è comunque un editor, non vedremo direttamente il codice LaTeX, ma il testo avrà già una prima, grezza, formattazione.
Il vantaggio di utilizzare un editor e non direttamente il codice LaTeX sta nel fatto che è possibile, attraverso l’accorto uso di scorciatoie da tastiera, scrivere le fomule e tenere dietro alla spiegazione del professore senza doversi mettere a pensare quali tag fanno cosa.
LaTeX è disponibile sia per GNU/Linux che per Windows, anche se sotto Windows risulta molto complicato installare il motore e di conseguenza, a meno di non avere esigenze particolari (ma in quel caso probabilmente sareste già utilizzatori di GNU/Linux), è preferibile utilizzare l’editor di formule matematiche di Word; per OpenOffice.org esiste una funzione analoga, ma dato che richiede parecchia interazione tra la tastiera e il mouse (e niente scorciatoie da tastiera) e che solitamente i suoi utilizzatori si trovano già su sistemi GNU/Linux, tanto vale usare LaTeX.
Sia con Writer che con LyX (o direttamente LaTeX) ci si trova però di fronte a un problema: se il professore utilizza l’immagine di un grafico (sulle slide che fornisce, beninteso), chi prende appunti a mano si ricopia il grafico e lo inserisce negli appunti, ma noi che siamo al computer? La risposta è semplice: o usiamo Adobe Acrobat Reader, o Evince o Okular (sotto ambienti GNU/Linux).
Adobe Acrobat Reader è il lettore pdf creato da Adobe e rilasciato sotto licenza gratuita dalla casa nell’intento, direi perfettamente riuscito, di diffondere il formato proprietario .pdf. Sotto Windows, è sufficiente andare al sito ufficiale e scaricare l’installer; se invece siamo sotto GNU/Linux possiamo sempre andare al sito e scaricare il pacchetto, ma il procedimento è leggermente più macchinoso perchè il sito considera tutti i sistemi GNU come equivalenti e quindi propone il pacchetto .rpm, cosa che ovviamente a me con Ubuntu non andava bene. Basta semplicemente dirgli che si è sbagliato e scegliere il pacchetto .deb, con la sola accortezza di prestare attenzione al fatto che viene fornita solo la pacchettizzazione per architetture a 32x. La soluzione a questo, sotto Ubuntu, è abilitare i repo “Partner” e dare un bell “sudo apt-get install acrobat”: così installa anche per le 64x (il mio caso).
Acrobat Reader permette di selezionare un’area del documento e di copiarla come immagine negli appunti, così come la copia di tabelle e testi.
In realtà, sotto Linux, abbiamo già preinstallato un ottimo programma in grado i gestire i files .pdf: Evince se ci troviamo sotto Gnome, Okular se ci troviamo sotto KDE.

il logo di Evince
Evince è il visualizzatore di documenti di Gnome, non è quindi necessario installarlo. La limitazione di Evince consiste nel fatto che non è possibile estrapolare le immagini come avviene con Acrobat Reader, ma questo limite viene risolto grazie all’installazione in parallelo di Okular.

Okular, bello eh?
Okular, che è disponibile solo dalla versione Intrepid in quanto necessita delle librerie di KDE4, è il visualizzatore di documenti di KDE, appunto, ma è possibile usufruirne anche sotto Gnome: semplicemente, si porterà dietro come dipendenze le librerie di KDE e l’interfaccia non sarà quella di Gnome. Okular è strepitoso nel permettere all’utente di selezionare un’area del documento, estrapolandola contemporaneamente come immagine (copiabile negli appunti o salvabile direttamente come file) o come testo. La pecca è che il testo viene estrapolato avulso dal contesto, quindi se nel pdf era disposto su più colonne ci si ritrova con le colonne tutte mischiate. Il mio consiglio è di usare Okular per le immagini e lasciare gestire la copia del testo a Evince, che se la cava egregiamente permettendo di esportare le tabelle mantenendo l’ordine delle celle.
L’utilizzo della soluzione Okular+Evince è consigliato agli utenti GNU/Linux, vuoi perchè i suddetti programmi sono nativi, e dunque ottimizzati, oltre che open-source, vuoi perchè Acrobat ha il bruttissimo vizio (che si può eliminare, ma richiede competenza superiori a quelle dell’utonto medio) di imporsi come plugin per Firefox, rallentando notevolmente il download di files pdf: prima, occorre infatti aprirli nel browser (che di solito a questo punto decide di impallarsi) e solo dopo li si può scaricare.
By the way, la motvazione dietro all’utilizzo di visualizzatori di files pdf è logicamente subordinata alla scelta, che dipende dai gusti personali, di “rifinire” gli appunti: è logico che che nel mezzo della spiegazione non è pensabile mettersi a “ritagliare” i pdf, mentre quando si rivedono gli appunti sì. Personalmente, l’ho fatto solo quando la presenza del grafico era strettamente necessaria alla comprensione degli appunti stessi.